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25 giugno 2010 | | |

Storia senza fine

Il regime di terrore honduregno continua a fare vittime

Domenica, nella tenuta La Aurora, nella Valle del Aguán (dipartimento di Colón), un operativo
congiunto di polizia, truppe d’assalto speciali e guardie di sicurezza di un’impresa ha ucciso un
contadino di 17 anni e arrestato altri 5. I braccianti agricoli si erano stabiliti lì grazie al Istituto
Nazionale Agrario.

Il Movimento Unificato di Contadini del Aguán (MUCA) ha condannato le continue repressioni nella zona e ha ricordato che La Aurora è una delle cinque tenute che il governo di Porfirio Lobo ha lasciato ai contadini con un accordo firmato in aprile.

Membri del battaglione Cobra, pattuglie della polizia e guardie di sicurezza dell’impresa Orión sono entrati domenica nella tenuta La Aurora con l’obiettivo di sgomberare le famiglie che stavano lì, ma durante l’operazione hanno assassinato il giovane Oscar Geovanny Ramírez. I cinque contadini catturati sono stati accusati di associazione illecita e porto illegale di armi. Dal MUCA viene assicurato che le segnalazioni sono false.

Secondo quanto informa Prensa Latina, l’accordo che ha firmato il governo dell’Honduras con i contadini del MUCA stipula che li avrebbe consegnato 3000 ettari coltivati a palma da olio e 3000 incolti. L’amministrazione di Lobo si era compromessa inoltre a dare loro altri 5000 ettari entro un anno, con la condizione che “non potranno essere mai garanzia per la commercializzazione, nè di vendita in nessuna circostanza”.

La sezione Honduras dell’organizzazione internazionale Food First Information and Action Network testimonia, attraverso un comunicato reso pubblico domenica, che le 24 organizzazioni affiliate al MUCA si sono ritirate dalle proprie tenute per compiere l’accordo. Si sono concentraten nelle cinque consegnate loro (La Lempira, La Confianza, La Aurora, La Concepción e Camarones) fino a quando non verranno dati loro gli 11000 ettari promessi.

I contadini fanno sapere quindi che si trovano in un’area che il governo ha ceduto loro come parte di un accordo e che le forze di sicurezza non dovrebbero entrare, tanto meno sparando.

”Quando le 24 organizzazioni affiliate al MUCA hanno sottoscritto l’accordo, pensavano che sarebbero finite le aggressioni da parte della polizia e dei privati armati, ma i fatti attuali disdicono tale credenza”, affermano i contadini in un comunicato circolato questo lunedì. Decine di famiglie sono state sgomberate negli ultimi mesi da effettivi dell’Esercito e della polizia nonostante l’esistenza dell’accordo. Militari e poliziotti sono stati appoggiati nelle loro azioni dalle guardie private dei latifondisti René Morales e Miguel Facussé.

Quest’ultimo viene segnalato dal MUCA come responsabile dell’assassinio di domenica, insieme a Lobo e al suo ministro di Sicurezza, Óscar Álvarez. Facussé, produttore di palma, ha smentito e ha cercato di delegittimare pubblicamente l’accordo firmato tra i contadini e il governo.

Il giovane ucciso ieri è la settima vittima del MUCA da quando è riniziato il processo di recupero delle terre nel dicembre 2009.

Tradutrice: Giorgia Scurato

Foto: http://www.flickr.com/photos/lavagabunda/

(CC) 2010 Radio Monde Réel

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